Canino

La storia del territorio di Canino affonda le sue radici in quella della civiltà etrusca. A pochi chilometri dal centro abitato sorgono infatti le antiche rovine della città di Vulci. Il sito, ricadente all’interno dei confini di uno splendido Parco Naturalistico e Archeologico, rappresenta un esempio eccezionalmente conservato di città etrusco-romana. Il percorso di visita del Parco comprende il Decumano Massimo, con gli edifici che vi si affacciavano, e parte del Cardo, mentre le Necropoli hanno svelato i loro tesori già a partire dall’Ottocento, quando ebbero inizio le operazioni di scavo che portarono i reperti di Vulci nei principali Musei d’Italia e del mondo. Tra le tombe più importanti e note si ricorda la Tomba François, che conserva uno straordinario ciclo di affreschi, unico per il suo significato storico e artistico, la Cuccumella che rappresenta il più grande tumulo etrusco mai rinvenuto e la Tomba delle Iscrizioni, insieme a molte altre tombe, collocate nella Necropoli Orientale, come la Tomba dei Sarcofagi, Tomba dei Tori e la Tomba dei due Ingressi. Numerosi oggetti rinvenuti durante le diverse campagne di scavo nel territorio di Canino sono conservati oggi nel Museo Archeologico Nazionale di Vulci, all’interno del Castello della Badia che, con il suo ponte romano a schiena d’asino a dominare il fiume Fiora, ha affascinato scrittori e artisti di tutte le epoche, imponendosi come l’edificio più rappresentativo dell’intero territorio. A Canino il Museo della Ricerca Archeologica di Vulci racconta la storia degli scavi dell’antica città tramite l’esposizione dei reperti delle necropoli -in particolare gli oggetti rinvenuti nella Tomba del Delfino e in quella dei Tori- e la ricostruzione di alcuni ambienti della celebre Tomba François.