Le vie del vino e le vie del sale

 

 

In tutte le sue declinazioni di gusto, colore e aroma, il vino era per gli Etruschi un vero nettare sacro, caro al dio Fufluns -il greco Dioniso- e al suo corteggio di Satiri e Menadi, che, bramosi del prelibato succo, ne ricevevano il dono dell’estasi e della liberazione dei sensi. Versato in abbondanza nei sontuosi simposi aristocratici, il vino era la bevanda dei principi, succo pregiato connesso al carisma e al prestigio, nei banchetti dei vivi così come nei pasti solenni celebrati in onore dei defunti di rango. Scorreva copioso anche nelle libagioni sacre, offerte in occasione dei sacrifici alle divinità.

Prodotto in Etruria, o acquistato a Oriente, specialmente in Grecia, il vino viaggiava per mare o acque interne, gelosamente conservato in anfore capienti e il suo commercio, attraverso l’intero Mediterraneo, rappresentava una delle attività più rilevanti e produttive dell’economia antica.

Il sale era una materia ancora più preziosa: permetteva infatti di conservare e quindi immagazzinare i cibi deperibili, specialmente pesce e carne; veniva utilizzato nella preparazione di alcuni alimenti, come il formaggio, nella cottura dei cibi, come insaporitore, nell’allevamento degli animali, specialmente ovini, in medicina per le sue proprietà disinfettanti e, infine, nei sacrifici religiosi, dove serviva a purificare, simbolicamente, la vittima prima dell’immolazione.

La grande varietà di usi e lo stretto legame con attività fondamentali per il sostentamento umano, rendevano il sale un elemento estremamente prezioso, un oro bianco che, dai luoghi di produzione sulle coste, viaggiava verso le aree interne su percorsi commerciali di vitale importanza.

 

Da Cerveteri a Tarquinia

 

Gli splendori della civiltà etrusca in un territorio ferace, da sempre ricco di viti e oggi terra dei vini Cerveteri DOC, Tarquinia DOC e IGT Costa Etrusco-Romana

 

Cerveteri e la magnifica necropoli etrusca della Banditaccia, sito UNESCO, con l’impressionante distesa di tumuli funerari, luogo di scoperta di ricchi corredi con oggetti da banchetto, oggi al Museo Nazionale Cerite. La Tomba dei Rilievi con i sorprendenti utensili etruschi di uso quotidiano, tra cui un mestolo da usare nel simposio per la mescita e il consumo del vino, una brocca, una coppa, tutti plasmati nello stucco con maestria e posti a decorare pareti e pilastri.

 

SANTA SEVERA e i resti suggestivi di Pyrgi, antico porto di Caere (Cerveteri) e sede di un celebre santuario, perché i commerci, anche quello del vino, erano posti sotto la protezione della divinità. L’imponente Castello e il Museo del Mare e della Navigazione Antica, con l’esposizione di numerose anfore vinarie, con cui la preziosa bevanda viaggiava per tutto il Mediterraneo.

 

Tarquinia, il Museo Archeologico Nazionale e l’imperdibile necropoli dei Monterozzi, sito UNESCO, con le straordinarie tombe dipinte: la Tomba dei Leopardi, ad esempio, con i commensali intenti a sorseggiare vino dalle loro coppe e ad ammirare lo spettacolo di musici e danzatori, immersi in un ameno paesaggio di ulivi. Sulla costa, a Tarquinia LIDO, presso la foce del Marta, i resti di Gravisca, l’antico santuario e porto etrusco della ricca Tarquinia, snodo delle più importanti rotte commerciali mediterranee. Poco più a Sud l’incantevole riserva naturale delle Saline, probabilmente già sfruttate agli albori della civiltà etrusca, ora caratterizzate dalle grandi vasche dell’impianto papale, dall’eclettico borgo operaio ottocentesco e dal peculiare ecosistema umido salmastro.

 

Da Grosseto a CHIUSI

 

Grosseto è il punto di partenza di un percorso attraverso il vino della Maremma, già intensamente coltivata a vite in epoca etrusca. Le antiche città di VETULONIA e ROSELLE, le cui necropoli hanno restituito corredi ricchi di oggetti raffinati espressamente dedicati al banchetto e al consumo rituale del vino: coppe, brocche, calici, attingitoi conservati nel Museo Archeologico e d’Arte della Maremma a Grosseto e nel Museo Civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia a Castiglione della Pescaia.

 

SCANSANO e il Parco Archeologico di Ghiaccio Forte, insediamento etrusco fortificato, che conserva ancora, in una delle sue antiche case, una cucina e un ambiente destinato a dispensa. Il Museo della Vite e del Vino, teatro di un affascinante racconto del territorio nel segno della pregiata bevanda, dall’antichità alla produzione attuale del celebre Morellino di SCANSANO DOC.

 

PITIGLIANO e SORANO con il Parco Archeologico “Città del Tufo” e i suoi spettacolari paesaggi rocciosi, modellati dalla natura e dalla mano dell’uomo, con le necropoli etrusche scolpite nella roccia tenera, fuse con la macchia circostante e incastonate, come gioielli, tra le colline coperte di viti, da cui nascono vini pregiati quali il Sovana DOC e il Bianco di Pitigliano DOC.

 

Orvieto, detta dai Greci Oinarea, “dove scorre il vino”. L’Anello della Rupe e le viti maritate, che crescono ancora abbracciate agli alberi, in un “matrimonio” che risale già all’epoca etrusca. Le tombe etrusche Golini e Hescanas a Porano e le loro spettacolari pareti dipinte, visibili in parte in loco e in parte nel Museo Archeologico Nazionale di Orvieto, con le sorprendenti scene di cucina etrusca. Il Museo “Claudio Faina”. Il santuario di Campo della Fiera e il culto di Dioniso, dio del vino. La “Strada dei Vini”, attraverso le pittoresche zone di produzione dell’Orvieto DOC e del Rosso Orvietano DOC.

 

Possibile estensione a CASTIGLIONE IN TEVERINA, con MUVIS, il Museo del Vino e delle Scienze Agroalimentari, sede di un coinvolgente viaggio multisensoriale nel vino inteso come patrimonio culturale dell’umanità.

 

La fascia collinare tra SAN CASCIANO DEI BAGNI, CHIUSI e MONTEPULCIANO, ricca di uva già in antico e plasmata nei secoli dalla mano dell’uomo, oggi area di produzione di vini pregiati: le DOCG Chianti, Chianti Colli Senesi, Vino Nobile di MONTEPULCIANO e le DOC Rosso di MONTEPULCIANO e Orcia. I segni lasciati dall’uomo nel popolare e modellare questo territorio, custoditi nel Museo Civico di MONTEPULCIANO e nelle Stanze Cassiansensi di SAN CASCIANO DEI BAGNI. Il Museo Civico Archeologico di SARTEANO e le impressionanti scene della Tomba della Quadriga infernale con i defunti distesi a banchetto in un aldilà oscuro dominato dal terribile carro demoniaco e dalla sua nube nera. CHIUSI e il suo Museo Archeologico Nazionale con le celebri urne cinerarie con il defunto a banchetto.