Le vie dell'acqua

 

 

L’acqua è la risorsa naturale per eccellenza, l’oro blu, da sempre condizione imprescindibile per l’esistenza, lo sviluppo e la prosperità del pianeta e degli uomini che lo abitano. Per gli Etruschi, oltre che una fonte di nutrimento diretta, l’acqua, conservata, convogliata e regimentata, permetteva la coltivazione dei cereali, degli alberi da frutto e di tutti i prodotti buoni della terra. Avvolta da un’aura sacra, era venerata presso fonti e sorgenti, abitate da divinità guaritrici, che curavano o assicuravano a uomini e donne il dono della fertilità. Ma era anche un’importante via di comunicazione e commercio, solcata da imbarcazioni di ogni tipo, su mari o fiumi. E infine, adagiate sul confine leggero tra il mondo del sacro e la sfera salutare, le acque termali, di cui l’Etruria era così abbondante, prodigi misteriosi della natura, offrivano agli uomini il modo più dolce per lenire le fatiche del corpo e della mente.

 

Da CHIUSI a Tarquinia

 

CHIUSI e il Museo Civico La città sotterranea: il labirinto di cunicoli scavato in epoca etrusca per il drenaggio, la decantazione e la raccolta delle acque dell’antica CHIUSI. Il Sentiero della Bonifica che, nel cuore della Val di Chiana, attraversa le terre dell’antica palude. I laghi di CHIUSI e MONTEPULCIANO, che della stessa palude sono incantevole memoria. Le preziose sorgenti termali di SARTEANO e SAN CASCIANO DEI BAGNI.

 

Orvieto e il dedalo di grotte e cunicoli di Orvieto Underground, viscere profonde della rupe cittadina. Il sorprendente palinsesto storico-archeologico dei sotterranei della Collegiata dei Santi Andrea e Bartolomeo. Il percorso ipogeo di Pozzo della Cava, con gli ingegnosi apprestamenti idraulici di epoca etrusca. Il celebre pozzo di San Patrizio, opera ambiziosa e sapiente, vòlta a raggiungere, nelle profondità della rupe, l’acqua preziosa della falda.

 

Il Museo Naturalistico di LUBRIANO, punto di partenza del “Percorso delle acque, dei fiori, dei frutti e delle erbe mangerecce”, diretto al cuore della Valle dei Calanchi, impreziosita dal borgo incantato di Civita di BAGNOREGIO.

 

Bolsena e il suo lago vulcanico, il più grande d’Europa, detto “il lago che si beve”, per le sue acque limpide e pulite. L’area archeologica di Poggio Moscini e il Parco Naturalistico Archeologico di Turona.

 

Viterbo e il suo ricco bacino idrominerale e idrotermale, tra i più copiosi in Italia, fonte di calde acque dalle straordinarie proprietà terapeutiche, già note agli Etruschi, che sgorgano e zampillano in mille sorgenti naturali. Il Bullicame, la più famosa di queste, con le acque sulfuree che, da un profondo cratere, sgorgano in una caldara già citata da Dante nel XIV canto dell’Inferno.

 

Tuscania e la sua riserva naturale, scolpita da solchi e forre in un paesaggio incantevole in cui scorrono il fiume Marta, unico emissario del Lago di Bolsena, e i suoi affluenti, lambendo splendide testimonianze etrusche, nascoste nella ricca vegetazione, come la suggestiva Tomba a casa con portico.

 

Tarquinia e l’acqua immaginata dagli Etruschi nelle celebri tombe dipinte della Necropoli dei Monterozzi, come la Tomba della Caccia e della Pesca con il suo paesaggio marino di pesci e uccelli acquatici o la Tomba dei Demoni Azzurri con le oscure acque dell’Acheronte, il fiume dei morti. Il delicato ecosistema palustre della Riserva naturale delle Saline, a Tarquinia LIDO dove il Marta e il Mignone sfociano nel Mar Tirreno.

 

Da Grosseto a Bolsena

 

Grosseto e Castiglione della Pescaia, moderne eredi delle città etrusche di ROSELLE e VETULONIA, anticamente poste a controllo del sistema lagunare salmastro che, pur proteggendole, le metteva in comunicazione con il mare. Il Parco Naturale della Maremma alla foce dell’Ombrone, presso ALBERESE, con il suggestivo paesaggio palustre sacro alla dea Diana. L’Oasi WWF di ORBETELLO, la più importante laguna del Tirreno, crocevia delle rotte migratorie di migliaia di uccelli.

 

MANCIANO e il Museo di Preistoria e Protostoria della Valle del Fiora. Le celebri acque termali sulfuree di SATURNIA, già note agli Etruschi, nelle loro incantevoli piscine naturali, nate, secondo il mito, da un fulmine scagliato da Zeus. Il Museo Archeologico di Saturnia.

 

FARNESE e la riserva naturale della Selva del Lamone, con la sua foresta magica e aspra, le sorprendenti cascate e la fortezza etrusca di Rofalco. Il sito protostorico di Sorgenti della Nova e gli antichissimi oggetti da esso provenienti, conservati nel Museo Civico Archeologico “F. Rittatore Vonwiller”.

 

Di nuovo a Bolsena, sulle sponde del “lago che si beve”.

 

Da Orvieto a Veio

 

Il percorso del TEVERE, fiume sacro ai destini di Roma, con le sue bionde acque che da Orvieto scendono verso il mare, passando da BOMARZO con i suoi enigmatici monumenti rupestri celati dai boschi, CIVITA CASTELLANA, l’antica Falerii capitale del popolo dei Falisci, CAPENA, custode dell’antico santuario di Lucus Feroniae, sacro alla dea fertile delle acque pure e sorgive, e infine, ormai alle porte di Roma, il Parco naturalistico di VEIO, che cela i resti suggestivi della città etrusca, tra le più antiche e potenti, che contese fieramente a Roma il dominio sulla foce del Tevere e le sue saline.