Le vie dell'olio e del grano

 

 

I cereali, e il grano in particolare, costituivano nell’antichità la base della piramide alimentare: di agevole lavorazione, nutrienti, facili da immagazzinare. Erano il cibo per antonomasia, il nutrimento per eccellenza, tanto che il ciclo vitale delle messi, nel suo rapporto con l’avvicendarsi delle stagioni, era visto, in una prospettiva simbolica, come emblema della vita e dell’alternanza tra morte e rinascita. Devoti alle immutabili leggi della natura, gli Etruschi invocavano la dea Vei -la greca Demetra- nelle loro preghiere, perché donasse floridezza e fecondità ai campi e alle giovani donne.

Grano, orzo, farro venivano impastati con acqua e a volte miele per ottenere focacce e pagnotte, base indispensabile dei pasti dei ricchi come dei poveri e ingrediante essenziale dei sacrifici offerti alle divinità legate alla fertilità dei campi.

L’ulivo, dono della dea Atena –l’etrusca Menerva- ricopriva con le sue foglie argentate i dolci declivi collinari che occupavano tanta parte dell’antica Etruria. Gli Etruschi consumavano le olive direttamente come pasto ma soprattutto le sottoponevano a spremitura per ricavarne l'olio, condimento basilare dell’alimentazione.

Oltre che per la cottura, il condimento e la conservazione delle pietanze, l’olio era usato, all’interno di lampade e lanterne, per l’illuminazione, ma anche come base per la preparazione di prodotti cosmetici e come sostanza detergente per la cura e l’igiene della persona, specialmente in campo atletico.

Così come il vino, anche l’olio, immagazzinato nelle anfore, era commerciato su grandi distanze, costituendo uno degli elementi principali del circuito economico antico.

 

Da Montalto di Castro a Orvieto

 

Il Parco Archeologico Naturalistico di VULCI, tra i comuni di Montalto di Castro e Canino e i suoi sentieri tra storia e natura. I resti della città di Vulci, una delle più potenti metropoli etrusche, sul vasto pianoro a dominio di un territorio tra i più feraci dell’intera Etruria, da sempre ricco di cereali e di ulivi. L’antica importanza dell’olio e del grano riflessa negli splendidi oggetti conservati al Museo Archeologico Nazionale e nei culti celebrati nei santuari cittadini. Non a caso la città antica si trova tuttora nel cuore dell’area di produzione del celebre olio DOP di Canino, che abbraccia i dolci rilievi dell’interno fino a Farnese e alle rive del lago di Bolsena.

 

Tra i colli coperti di ulivi, intervallati da piccole valli coltivate, il Museo della Preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese a VALENTANO, il Museo Civico Archeologico “Pietro e Turiddo Lotti” di ISCHIA DI CASTRO e il Museo Civico “F. Rittatore Vonwiller” di FARNESE -quest’ultimo peraltro ospitato in un antico deposito comunale di grano- raccontano le secolari storie di questo territorio generoso. L’esperienza straordinaria del Museo della Terra a LATERA, nel granaio dell’abbazia medievale, viaggio nel cuore delle tradizioni agricole dimenticate e scoperta di sorprendenti affinità tra il mondo delle campagne moderne e quello antico.

 

Possibile estensione, passando per ACQUAPENDENTE, nel vasto territorio dell’olio DOP Terre di Siena, attraverso gli uliveti di SAN CASCIANO DEI BAGNI, SARTEANO e CHIUSI, fino alla suggestiva MURLO, coronata dalla sua antica aura regale: il colle isolato di Poggio Civitate in posizione strategica tra due valli, circondato da colline di ulivi argentati, con il sontuoso palazzo etrusco e le scene di fastosi banchetti nelle preziose lastre a rilievo che lo decoravano, ancora conservate nell’Antiquarium locale.

 

Bolsena: l’area archeologica di Poggio Moscini e il Parco Naturalistico Archeologico di Turona. Lungo il percorso antico che univa la rupe di Orvieto al lago di Bolsena, il fertile altopiano vulcanico dell’Alfina, con i boschi e gli immensi campi di grano quasi immutati nei secoli. GROTTE DI CASTRO: le suggestive tombe etrusche e il Museo Civita con una sezione speciale dedicata alla cucina e al banchetto etruschi.

 

La rupe di Orvieto, ripida e circondata da ogni parte dall’argento degli ulivi, dai cui frutti è ricavato l’olio DOP Colli Orvietani. La Necropoli di Crocifisso del Tufo, il Santuario di Cannicella e Campo della Fiera, sede del Fanum Voltumnae, il santuario federale di tutti gli Etruschi. Il labirinto di grotte e cunicoli di Orvieto Underground, palinsesto della storia di Orvieto dagli Etruschi ad oggi e i resti incredibili di un grande frantoio medievale, a testimonianza della continuità delle tradizioni della terra.